Dopo 26 anni di negoziazioni, l'accordo commerciale Unione europea-Mercosur diventa pian piano realtà, nonostante continui ancora a suscitare numerose proteste, in particolare in Francia e in Belgio. Inoltre, diversi Stati membri, tra tutti la Francia, seguita da Irlanda, Ungheria e Polonia, si oppongono a questo accordo, senza però essere in grado di raggiungere una minoranza di blocco. Se il trattato commerciale dovesse entrare provvisoriamente in vigore nei prossimi mesi, condurrebbe alla creazione di un mercato da più di 700 milioni di consumatori. Inoltre, completerebbe la rete di 42 accordi commerciali preferenziali dell'Unione, con 74 partner, rappresentanti il 44% del commercio estero dell'UE. Pertanto, la saga è ancora ben lontana dall'essere conclusa. Il 21 gennaio, la maggioranza degli eurodeputati ha votato a favore di un ricorso alla Corte di giustizia dell'UE (ai sensi dell'art. 218, par. 11, TFUE), volto a ottenere un parere giuridico sulla compatibilità di questo trattato con i principi contenuti nei Trattati istitutivi dell'UE. Il trattato commerciale, quindi, si trova nell'occhio del ciclone La scelta presa dalla Commissione europea, e seguita della maggioranza degli Stati membri, non è così scontata come potrebbe apparire. Gli Stati membri contrari a questo trattato di libero scambio sostengono che il settore agricolo è stato usato come moneta di scambio. E, in qualche modo, le opportunità di esportazione e di investimento che si apriranno al settore industriale e farmaceutico saranno controbilanciati da un incremento delle esportazioni di prodotti alimentari provenienti dal Mercosur. Di conseguenza, questo trattato diverrebbe "spia" della crisi agricola europea. L'obiettivo di questa analisi è di evidenziare le sfide ambientali, spesso legate all'agricoltura, che deriveranno da tale trattato. Prima di commentare i problemi sollevati dalle diverse clausole, sarà opportuno fare dei brevi cenni alle vicende istituzionali ii. 1. Introduzione Le tensioni geopolitiche hanno spinto la Commissione europea ad accelerare i negoziati commerciali con una serie di Paesi terzi, quali il Mercosur, il Messico, l'India, l'Indonesia, la Thailandia, la Malesia e le Filippine. Gli accordi stipulati si aggiungeranno a quelli già conclusi con Canada, Corea del Sud, Giappone, Cile, Vietnam e Singapore. Tali accordi mirano non solo a ridurre i dazi doganali, semplificare le procedure di controllo dei prodotti importati, facilitare l'accesso agli appalti pubblici e garantire la protezione delle indicazioni geografiche quali champagne e camembert, ma anche a promuovere lo sviluppo sostenibile.
de Sadeleer, N. (2026). A PROPOSITO DELLE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA NEI FUTURI ACCORDI COMMERCIALI UE-MERCOSUR. Rivista Giuridica dell’Ambiente, 75, 1-5. https://hdl.handle.net/2078.5/276113 (Original work published 2026)