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IL CONTENZIOSO CLIMATICO INNANZI ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO (SENTENZE KLIMASENIORINNEN, DUARTE AGOSTINHO E CARÊME) FRA ORTODOSSIA E PROGRESSI GIURISPRUDENZIALI
enché la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Corte EDU) si fosse già espressa sul fatto che diversi tipi di inquinamento ambientale (acustico, atmosferico, chimico) provenienti da impianti di depurazione, di scarico, e da impianti industriali ricadessero nell’ambito di applicazione dell’articolo 8 CEDU, non si era ancora pronunciata su controversie di carattere climatico. Il 9 aprile 2024, la Corte EDU si è pronunciata per la prima volta a tal riguardo unendo la causa svizzera (KlimaSeniorinnen c. Svizzera, n° 53600/20), quella portoghese (Duarte Agostinho c. Portogallo e altri 32, n° 39371/20) e quella francese (Carême c. Francia, n° 7189/20). Pur avendo giudicato irricevibili l’istanza francese e quella portoghese, essa ha comunque elaborato, nell’ambito di una sentenza di 288 pagine nella causa KlimaSeniorinnen, una serie ambiziosa di obblighi a carico degli Stati che si è ritenuto non fossero stati soddisfatti dalla Svizzera. In un primo tempo, ricorderemo i motivi che hanno portato la Corte a dichiarare irricevibili i ricorsi dei sei portoghesi nella causa Duarte Agostinho c. Portogallo. Dopodiché, commenteremo gli insegnamenti della sentenza KlimaSeniorinnen.
de Sadeleer, N. (2024). IL CONTENZIOSO CLIMATICO INNANZI ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO (SENTENZE KLIMASENIORINNEN, DUARTE AGOSTINHO E CARÊME) FRA ORTODOSSIA E PROGRESSI GIURISPRUDENZIALI. RGA Online, 57(octobre), 1-8. https://hdl.handle.net/2078.5/259993 (Original work published 2024)