Pasolini, in questi ultimi anni, è stato un protagonista sorprendente sui palchi dell’opera lirica. Giorgio Battistelli ha creato Il Teorema di Pasolini (libretto e composizione), messo in scena alla Deutsche Oper di Berlino il 9 giugno 2023, con cantanti e una grande orchestra. Nel 1992, per il Mag- gio fiorentino (Teatro Comunale, 10 maggio), Battistelli aveva già proposto un’opera da camera, con attori e attrici muti e orchestra ridotta, intitola- ta Teorema. Hans Werner Henze, il compositore tedesco marxista1, aveva subito capito la potenzialità lirica dell’opera di Pasolini e se n’era assicurato i diritti. Henze, all’epoca direttore della Münchner Musikbiennale, chiese a Battistelli di creare l’opera2 . Henze è anche il padre spirituale di Idroscalo Pasolini di Carlo Pasquini (libretto e regia) e di Stefano Taglietti (musica). I due creano quest’opera da camera per il 40° Cantiere internazionale d’arte di Montepulciano che vede la prima rappresentazione il 17 luglio 2015. Il Cantiere era stato fondato da Henze proprio nel 1976, l’anno successivo alla morte di Pasolini. Pasquini e Taglietti sono stati profondamente influenzati da Henze e dalla sua opera lirica politica, impegnata. Il 22 giugno 2023, al Teatro Arriaga Antzokia di Bilbao, Hector Par- ra (musica) e Calixto Bieito (libretto) propongono Orgia. Il libretto è una riduzione di più o meno due terzi dell’omonima opera teatrale in versi di Pasolini3 . In questo saggio ci si soffermerà in primo luogo sulla seconda opera, Idroscalo Pasolini 4. Carlo Pasquini e Stefano Taglietti propongono un’in- teressante operazione: si avvicinano creativamente a Pasolini, cioè lo trat- tano come personaggio, anche se in gran parte assente a mo’ di Godot di Beckett. La trama dell’opera invece è piena di rimandi e ammiccamenti all’opera e alla vita di Pasolini. L’opera di riferimento principale di Idro- scalo è La ricotta. Pasquini e Taglietti si avvicinano a Pasolini come autori dell’Ottocento: creano basandosi superficialmente, parzialmente su testi preesistenti famosi: questo consente di «discrivere», cioè ridire e allo stesso tempo distruggere l’ipotesto o i contenuti ormai convenzionali attribuitogli per dire altro o per mostrare le potenzialità ormai oscurate5. Si pensi, all’O- tello di Arrigo Boito e Giuseppe Verdi o al Rigoletto di Francesco Maria Piave e lo stesso Verdi che rinvigoriscono e attualizzano Le Roi s’amuse di Hugo o l’Othello di Shakespeare. … Si capisce adesso che la presunta superficialità, il gioco con la più becera memoria culturale, in realtà fa parte di un discorso impegnato, per sotto- lineare la fine imprevista e rivelatrice. Pasquini e Taglietti, grazie a questo sapiente gioco con vecchie tradizioni della lirica ottocentesca, politica, e lo sfrontato uso di luoghi comuni, sono riusciti a creare un’opera che lascia un segno indelebile in chi la guarda e ascolta fino alla fine, denunciando come si stia dimenticando l’insegnamento, l’attualità e la complessità, anche con- traddittoria, difficile e ambigua, di Pasolini.
Maeder, C. (2025). La voce strozzata: Idroscalo Pasolini di Carlo Pasquini e Stefano Taglietti. In Giulio Ferroni, Maura Locantore (ed.), Pasolini antesignano (p. p. 181-194). Marsilio. https://hdl.handle.net/2078.5/257587