Di seguito ci si soffermerà sulle indagini archeometriche (su reperti e residui di lavorazione del ferro) e relative ricostruzioni funzionale e grafica del vano B della villa d'Aiano, sede dell’attività siderurgica presso la villa. Come noto, nel 2008 lo scavo del vano B ha evidenziato stratigrafie costituite da spessi strati neri di matrice argillosa, ricchi di materiali siderurgici residuali e di elementi carboniosi: tali caratteristiche sembrano riconducibili alla prossimità di un’area di discarica in cui erano eliminati residui di lavorazione e frammenti di strutture – come ad esempio forge di fabbro o anche fornaci per la produzione di altri materiali, quali leghe a base di rame, piombo, oro o vetro – rimosse, perché non più efficienti, e sostituite con costruzioni nuove. Tra i materiali recuperati, sono state scelte in particolare scorie a calotta, frammentarie e non, e i resti semivetrificati di possibili parti di forge di fabbro ferraio. Infatti, lo studio di residui, quali le scaglie di battitura, ha permesso d’individuare con certezza la posizione della forgia e le fasi di lavorazione.
Cavalieri, M., & et al. (2022). Riciclare tra tarda Antichità e alto Medioevo: l’officina del fabbro ferraio della villa d’Aiano (San Gimignano, Siena). In Chiara Valdambrini (ed.), Una terra di mezzo. I Longobardi e la nascita della Toscana (Actes de colloque, p. p. 293-300). Silvana Editoriale. https://hdl.handle.net/2078.5/236998