Archeologia senza scavo: l’area delle terme di Cures Sabini

(2019) Lazio e Sabina 12 — ISBN: [978-88-7140-992-4], p. 263-267, published

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Stanti le note contingenze in cui versa la ricerca archeologica in Italia ed aderendo all’invito espresso dalla DGA a ridurre gli scavi a favore di approcci meno invasivi, la campagna promossa dall’Université catholique de Louvain presso il sito di Cures Sabini, anche per la stagione 2014, si è svolta all’insegna della preservazione del giacimento archeologico, senza tuttavia rinuciare all’acquisizione di nuovi dati di studio. Questi gli obiettivi: 1) analisi dei dati d’archivio; 2) completamento del rilievo fotogrammetrico a terra, 3D e mediante drone delle strutture architettoniche emerse (terme, fig. 1, e complesso di NW), liberate dalla folta macchia che le imprigionava. L’operazione ha consentito di rimettre in pianta porzioni murarie mai rilevate prima e dar corso a prime indagini su materiali ceramici rinvenuti negli accumuli di terreno di riporto creati nel XX secolo a seguito di scavi in parte inediti. I risultati, certo indiziari per l’inaffidabilità della giacitura archeologica, comunque di per sé offrono spunti sulla diacronia di alcuni contesti. Infine si è sperimentato l’uso di un sistema d’implementazione dati (foto, disegni e relazioni verbali) mediante tablet in situ. Una strategia operativa rivelatasi utile, giacché ha reso più efficaci e rapide le procedure d’inventariazione dati, pur garantendo semplicità ed immediatezza operative.
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Cavalieri, M., & et al. (2019). Archeologia senza scavo: l’area delle terme di Cures Sabini. In Marco Cavalieri, Antonia Fumo, Charles Bossu et Chiara Leporati (ed.), Lazio e Sabina 12 (first, p. p. 263-267). Quasar. https://hdl.handle.net/2078.5/222584