FROM INTRODUCTION In un paesaggio a lunga continuità di vita, i resti della villa tardoantica (IV-V secolo d.C.) di Aiano sorgono nel medio bacino del fiume Elsa, a valle della confluenza tra i torrenti Fosci e Riguardi, su un terrazzo fluviale in leggera pendenza verso sud e protetto a nord da una bassa dorsale collinare (q. 140 ca. s.l.m.). La villa faceva verosimilmente parte del vasto territorio amministrativo di Volaterrae (Volterra), che era anche la città più vicina, distando 17 km in linea d’aria. Il complesso non era visibile dalle vie di comunicazione principali ma lo si poteva raggiungere senza grosse difficoltà: questa collocazione nec in via nec a via procul riflette le prescrizioni di Columella (De re rust. I, 3, 3-5; I, 5, 6-7), che riferendo il pensiero di Catone circa l’opportunità di costruire le ville in luoghi ben serviti dalla viabilità, raccomanda tuttavia di non edificarle sul fronte strada, specialmente su strade pubbliche percorse da militari. Per l’approvvigionamento idrico essa poteva contare sulla falda freatica della collina soprastante – ove il toponimo ‘Castellaccia’ potrebbe designare un antico castellum aquae, una cisterna – e sull’apporto perenne del torrente Fosci (idronimo derivante dal latino fauces, ossia ‘foce di monte’, a indicare l’angustia della valle) che scorre a valle della villa e in antico doveva mantenere una discreta portata anche nella stagione secca.
Cavalieri, M. (2019). Percorsi tardo antichi e medievali tra la Torraccia e la villa d’Aiano. In Jacopo Tabolli, Enrico Maria Giuffrè (ed.), Hinthial. L’ombra di San Gimignano. L’Offerente e i reperti rituali etruschi e romani (Catalogue d’exposition, p. p. 32-41). Sillabe. https://hdl.handle.net/2078.5/223545