Tappa obbligata del Grand Tour, le rovine nei Campi Flegrei hanno da sempre suscitato il fascino dei viaggiatori di passaggio, un fascino seppur non privo di inquietudine, se lo scrittore francese Camille Flammarion considerava la Solfatara una “terra di fantasmi”. Questa ambigua duplicità si ritrova anche in antico: luogo propizio alla costruzione di lussuoreggianti villae e impianti termali, i Campi Flegrei sono anche una terra liminale: la Solfatara era considerata il forum Vulcani et il lago Averno era interpretato come ingresso agli Inferi. Quest’ultimo aspetto è ben conosciuto dalle fonti antiche che vi collocano la catabasi di Enea avvenuta per mediazione della Sibilla, e l’oracolo dei morti consultato da Ulisse, vicende sulle quali molto inchiostro è stato versato rendendo celeberrimo, tra tutti i landmark dei Campi Flegrei, proprio il lago. Eppure è mancata una trattazione sistematica dei riti e dei miti ivi localizzati in considerazione della natura vulcanica del luogo, che esprime allo stesso tempo l’attrazione per questa fertile terra e la paura per il potenziale pericolo. Identificare i possibili legami tra il carattere geologico di un luogo dato e il suo repertorio mitologico, al fine di cogliere i meccanismi di costruzione del racconto stesso, nonché le sue finalità, è l’approccio epistemologico proposto dalla Geomitologia. Il contributo si propone allora di analizzare con una prospettiva geomitica il locus inferus del Lago Averno all’interno del suo più ampio contesto geomorfologico e paesaggistico. Questo ci permetterà allora di riconsiderare sotto una nuova luce il carattere oracolare del lago Averno anche grazie al confronto con le medesime pratiche in simili contesti geomorfologici, indivduando dunque degli elementi ricorrenti nella costruzione narrativa. Attraverso l’analisi dell’oracolo, proporremo dunque che è proprio la natura del luogo pericoloso e il desiderio di padroneggiarlo che determinano i suoi tratti mitici e lo rendendo luogo ideale per lo sviluppo di culti ctoni e pratiche rituali “al margine”.
Lancini, L. (2022). L’amaro Averno : geomitologia di un paesaggio infernale. « Locus Horridus » Roman anxieties about Nature, Institutum Romanum Finlandiae – Rome. https://hdl.handle.net/2078.5/239666