Qualche considerazione conclusiva a latere: i santuari e il paradigma della romanizzazione

(2024) Santuari e luoghi di culto dell’Italia settentrianole e centrale nella fase della romanizzazione — ISBN: [978-2-39061-457-9], p. 295-309, published

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I luoghi di culto possono essere urbani, suburbani, rurali/extraurbani; monumentali o semplici spazi ritagliati (templa) dall’abitare, sia in città che in campagna; regolamentati da norme giuridiche e autorità che ancora nel loro insieme sfuggono, in alcuni contesti (ma non sempre) controllati da vici e pagi; dunque, siti attorno cui talora si coagula il popolamento pagano-vicanico (κατὰ κώμας se ci si riferisce più o meno allo stesso concetto ma espresso da fonti di lingua greca), central places si direbbe oggi, ovvero luoghi strutturati istituzionalmente; altri invece, almeno apparentemente, più legati, fin dalla loro nascita in periodo protostorico, a fenomeni naturali quali sorgenti, specchi d’acqua, vette, cavità, boschi etc. Alcuni isolati, altri connessi ad assi viari, minori o di maggior transito, tanto da essere assimilati talora a mansiones/stationes o semplicemente inseriti in proprietà private, fundia e villae. Neppure la terminologia diversificata delle fonti antiche ci aiuta veramente a fornire categorie (moderne) chiare sulla loro natura, funzione e tra-sformazione nel tempo.
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Cavalieri, M. (2024). Qualche considerazione conclusiva a latere: i santuari e il paradigma della romanizzazione. In Federica Maria RISO (ed.), Santuari e luoghi di culto dell’Italia settentrianole e centrale nella fase della romanizzazione (Sanctuaries and cultual places, p. p. 295-309). Presses Universitaires de Louvain.