Il presente lavoro si compone di due parti distinte ma complementari che sono state scritte con l’intento di affrontare un problema urbanistico, l’ideale ricostruzione del foro della città di Parma, non solo sulla base dei dati di scavo, ma anche valutando la teorizzazione urbanistico-architettonica e, ovviamente, politico-culturale che ci deriva dall’unico scritto sistematico sull’architettura giuntoci integro dall’antichità, il de Architectura di Vitruvio. Si tenterà, quindi, di evidenziare se e come i risultati archeologici offrono qualche riscontro nelle fonti scritte: insomma, se nella Parma romana la forma architettonica del foro e dei suoi annessi si possa avvicinare a quanto elaborato a livello teorico alla fine del I sec. a.C. Partendo da quanto si è appena espresso, la prima e più ampia sezione del testo riguarderà esplicitamente l’opera vitruviana e la critica moderna a lei legata, cercando di individuare quanto l’autore parafrasi dalla prassi architettonica delle basiliche civili erette ai suoi tempi o teorizzi sulla base di speculazioni personali. Uno sguardo al panorama dell’Italia romanizzata tra la fine della repubblica e l’inizio del principato metodologicamente potrà essere utile a definire eventuali confronti con quanto l’indagine archeologica – in particolare a partire dalla Seconda Guerra Mondiale in poi – è andata riscoprendo circa la più antica piazza parmense.
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Università degli Studi di ParmaDipartimento di beni culturali e dello spettacolo
Cavalieri, M. (2002). La basilica civile nel de Architectura di Vitruvio: prassi e codificazione in Italia e a Parma. Archivio Storico per le Province Parmensi. https://hdl.handle.net/2078.5/61198